La storia dei primi social network: quali erano e come funzionavano?

L’evoluzione dei social network è fatta di innovazioni, sorpassi, concorrenza, acquisizioni. Più o meno attivamente, tutti vi abbiamo preso parte e tutti, oggi, la conosciamo. La storia dei primi social network, però, è una storia meno nota. Quali erano e come funzionavano i primi social inventati? Erano tanto diversi da quelli con cui abbiamo a che fare?

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Da SixDegrees a Hi5: storia ed evoluzione dei primi social network

Mettete da parte momentaneamente quello che sapete su Facebook, Instagram o TikTok: oggi su DSMagazine ci concentriamo sulla storia dei primi social network inventati.

Anzitutto: quali sono? SixDegrees, LiveJournal, Friendster e Hi5 sono i quattro più importanti social inventati prima che nel 2003 arrivassero due colossi che ancora oggi conosciamo bene: LinkedIn e MySpace. Il loro periodo di utilizzo (soprattutto negli USA e in Asia) va da fine anni Novanta ai primi Duemila e a loro, ça va sans dire, dobbiamo le basi che hanno poi portato allo sviluppo dei social più diffusi oggi.

Pronti a fare un tuffo nel passato?

 

SixDegrees (1996): il primo social

È nato nel 1996, è stato lanciato nel 1997 ed è stato chiuso nel 2000. Le coordinate temporali di SixDegrees sono decisamente ravvicinate, ma a lui dobbiamo l’invenzione alla base di ogni social network: costruire un proprio profilo su una piattaforma web e avere la possibilità di connetterlo a quello degli altri utenti (in questo caso, anche a utenti non iscritti direttamente al sito).

L’idea di tessere legami con le persone è alla base della sua fondazione e a essa deve il suo nome. “SixDegrees”, infatti, fa riferimento alla teoria dei sei gradi di separazione di Kevin Bacon, per cui tutti gli individui sono connessi da una catena composta al massimo da 5 intermediari.

Gli iscritti alla piattaforma potevano inviare messaggi privati ai contatti di primo, secondo e terzo grado, e potevano vedere quale fosse il grado di separazione tra chiunque fosse iscritto al sito.

 

LiveJournal (1999): a metà strada tra blog e social

Aggiornamenti, follower (friends) e gruppi sono elementi che tutti istintivamente riconduciamo ai social. Non esisterebbero senza LiveJournal.

Fondato nell’aprile 1999 da Brad Fitzpatrick, LiveJournal nasce come strumento con cui il suo fondatore voleva tenere aggiornati gli amici di un tempo sulle sue attività. È, potremmo dire, una via di mezzo tra un blog e un social: alle funzionalità tipiche dei primi aggiunge quella di avere una lista di amici (non per forza reciproci), creando così una comunità di blog interconnessi e spostando l’accento dal semplice blog personale al social network.

 

Friendster (2002): sempre più social

E i commenti? Non esistevano prima di Friendster. Introdotto nel 2002 e chiuso nel 2015 , il social introduce questa funzionalità, oggi alla base di un social. Accanto a essa, rende decisamente più facile cercare e individuare profili a cui connettersi.

Il suo scopo era quello che oggi riconosciamo in tutti i social: trovare nuovi amici, restare in contatto, condividere con loro contenuti e media, scoprire eventi, dare sfogo a interessi personali…

 

Nel giro di pochi mesi dal suo lancio, Friendster vantava già tre milioni di utenti e, prima della sua chiusura, aveva raggiunto i 90 milioni.

 

Hi5 (2003): e la privacy?

I social iniziano a prendere piede e con loro nascono i primi dibattiti. Bello trovare amici, far sapere loro cosa stiamo facendo, commentare i loro aggiornamenti, ma… alla privacy non ci pensa nessuno?

Il primo a porsi questo scrupolo è Hi5: su di esso gli utenti possono decidere per la prima volta se vogliono che i loro profili siano pubblici oppure privati. È il 2003, data ancor più significativa se si pensa che Facebook, che sbarcherà l’anno successivo sul web, ha introdotto effettive impostazioni legate alla gestione della privacy solo nel 2010.

Alla sua fondazione, gli utenti potevano inviare richieste di amicizia solo tramite messaggi di posta elettronica; oggi, invece, Hi5 è un sito incentrato principalmente sul gioco online.

 

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