Storia dei social network: l’evoluzione dal 1996 a oggi

La rete sociale non è nata con i social media, ma negli ultimi vent’anni la storia e l’evoluzione dei social network ha sempre più influito su diversi aspetti della vita quotidiana, privata, pubblica o lavorativa che sia. Facebook, LinkedIn, YouTube, Instagram, Twitter, TikTok… I social non hanno solo cambiato il nostro modo di fruire di contenuti multimediali (di accedervi, crearli, condividerli), ma hanno anche modificato il modello di comunicazione tipico dei media tradizionali e i rapporti tra gli individui. E non senza rischi.

La sempre maggiore democratizzazione dell’informazione a cui hanno portato si è presto rivelata anche nei suoi risvolti negativi: fake news e abusi dei media sono all’ordine del giorno, i rischi per la privacy e la salute mentale degli utenti al centro del dibattito.

Ma qual è stata la storia dei social network nel corso degli ultimi anni? Come si sono evoluti? E, prima di tutto, cosa si intende per social network?

 

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Cosa sono i social network?

Con l’espressione social media o social network si intendono tutte quelle piattaforme digitali che consentono la creazione e lo scambio di contenuti multimediali generati dagli utenti (testi, immagini, audio e video). Questo insieme di strumenti e tecnologie, secondo la definizione Treccani, si distingue dai media tradizionali per il modo in cui le informazioni sono condivise e diffuse:

“Non più di tipo passivamente unidirezionale ma con la partecipazione attiva degli utenti, che da fruitori diventano anche editori, sulla base dei principi del web 2.0”.

Gli utenti che partecipano ai social sono connessi tra loro da una rete sociale, tendenzialmente sorretta da legami lavorativi, familiari, interessi comuni o conoscenza casuale.

I social network assumono diverse forme, dai siti di condivisione a forum, chat e blog, da pagine wiki (di cui Wikipedia è il più celebre esempio) a giornali, web tv e web radio.

Storia ed evoluzione dei social media

Tutti abbiamo a che fare con i social network: conoscerne la storia e l’evoluzione può essere interessante non solo per chi ha fatto della loro gestione il proprio lavoro, ma per qualsiasi utente.

I social che conosciamo oggi non sono altro che il frutto di un’intensa competizione che ha caratterizzato il rapporto tra le diverse piattaforme negli ultimi decenni. Ma non si tratta solo di questo: i primi social non erano solo infinitamente meno sviluppati rispetto a quelli che conosciamo, ma erano anche ben poco conosciuti dalla popolazione mondiale.

• SixDegrees: il primo social (1996)

Nato nel 1996 (ma lanciato nel ’97) e chiuso nel 2000, l’oggi sconosciuto SixDegrees è considerato il primo social: è la prima piattaforma su cui è stato possibile avere un proprio profilo e connetterlo con quello degli altri utenti.

Perché “SixDegrees”? Il nome fa riferimento alla teoria dei sei gradi di separazione di Kevin Bacon, secondo la quale gli individui sono tra loro connessi secondo una catena composta al massimo da 5 intermediari.

• LiveJournal: aggiornamenti, follower e gruppi (1999)

A un anno dallo scadere del millennio, la piattaforma LiveJournal introduce gli elementi che tutti conosciamo come tipici dei social: per la prima volta gli utenti possono condividere i propri aggiornamenti, pensieri ed emozioni, permettendo ai loro contatti di visualizzarli.

Non solo: è con LiveJournal che nascono il concetto di follower e i primi gruppi.

• Cercare profili, commentarli e… renderli privati: Friendster e Hi5 (2002-2003)

Tra il 2002 e il 2003 compaiono altri aspetti che oggi consideriamo alla base di un social network che si rispetti. Grazie a Friendster diventa più facile trovare profili a cui connettersi e, per la prima volta, gli utenti possono commentare quanto postato dai propri contatti.

Con Hi5 si fa invece un primo passo verso la privacy: questo social è il primo a consentire agli utenti di decidere se vogliono che i propri profili siano pubblici o privati.

• LinkedIn: il primo social dedicato al mondo del lavoro (2003)

Tra i social network ancora in uso, LinkedIn è sicuramente il più anziano. Non solo: è il primo dedicato al mercato del lavoro. Oggi conta oltre 630 milioni di utenti e si costituisce come rete sociale interamente pensata per i professionisti.

• MySpace: il primo social riconosciuto a livello mondiale (2003)

MySpace non ha portato grandi innovazioni dal punto di vista delle possibilità offerte agli utenti, ma è stato il primo social a conoscere un’espansione globale. Fondato nel 2003, MySpace nasce con un focus abbastanza specifico sulla musica, tanto che alcuni artisti famosi (tra cui Mika, Nicki Minaj e gli Arctic Monkeys) devono l’inizio della propria carriera proprio a questa piattaforma.

• Facebook (2004)

La storia di Facebook è forse la più nota a tutti, sicuramente anche grazie al film The Social Network (realizzato nel 2010, diretto da David Fincher e vincitore di 4 Golden Globe e 3 Premi Oscar).

Il primo esperimento con i social di Mark Zuckerberg avviene nell’ottobre 2003, quando l’allora diciannovenne progetta e lancia Facemash (una via di mezzo tra un social, uno scherzo e una gara di bellezza, che violava la privacy e il copyright degli studenti di Harvard). A febbraio 2004 vede la luce Facebook.

Alla base del social, che oggi conta oltre 2.7 miliardi di utenti, si trova la possibilità di avere un proprio profilo da aggiornare costantemente con le proprie attività e di connetterlo con quello dei propri amici. Solo nel 2009 nascono i like, due anni dopo la possibilità di inserire annunci pubblicitari, già esistente nel 2007.

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• Twitter: microblogging, feed, tag e hashtag (2006-2007)

Oggi sembra incredibile, ma prima che Twitter fosse inventato non c’era alcun modo di seguire tramite social un evento live. I suoi amati-odiati 140 caratteri (oggi espansi a 280) hanno consentito per la prima volta l’accesso ai social tramite dispositivi mobili.

Ma la rivoluzione di Twitter non si ferma qui: il social è stato il primo a introdurre un feed delle notizie (Facebook è arrivato alla stessa innovazione qualche mese dopo), il primo a introdurre un impiego sistematico e ufficiale del simbolo @ come risposta, e il primo a inventare gli hashtag e i retweet. È grazie a queste novità che Twitter, anche a 15 anni di distanza dal suo lancio, si è qualificato come un social incentrato sul dibattito.

• Instagram: l’estetica in esclusiva su mobile (2010)

Instagram è stato il primo social network esclusivamente destinato a utilizzo mobile (inizialmente solo per iOS). La piattaforma parte da due caratteristiche già presenti nei social, la possibilità di caricare foto e di essere seguiti, e ne fa il proprio cardine. Su Instagram il criterio guida per il caricamento dei contenuti è l’estetica: i suoi filtri, oggi usati con più parsimonia rispetto a un tempo, sono stati un fattore fondamentale del successo dell’app.

Oggi Instagram non si concentra solo sulle foto: ha introdotto la possibilità di creare contenuti effimeri con le storie e si è espanso sul fronte video con le recenti IGTV.

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• Snapchat: i contenuti effimeri (2011)

A solo un anno di distanza dal lancio di Instagram si colloca quello di Snapchat, inizialmente pensato come applicazione di messaggistica attenta alla privacy. Il suo impiego è secondario rispetto a quello di altri social, ma proprio a Snapchat dobbiamo forse la seconda più grande rivoluzione in ambito social dopo l’introduzione del feed da parte di Twitter. Quale? Quella delle storie, oggi presenti anche su numerosi altri social, tra cui Instagram, Facebook, Twitter e LinkedIn.

• Da YouTube (2005) a TikTok (2015): i video al centro

I video, abbiamo già avuto modo di dirlo, sono sicuramente i contenuti preferiti dalla maggioranza degli utenti. La prima piattaforma a intuire la potenzialità di questo tipo di contenuti è YouTube, nato nel febbraio 2005. La sua idea di partenza è semplice: è una piattaforma di video sharing, che consente di caricare, visualizzare, condividere e votare i video. Oggi è il secondo sito più visitato al mondo.

Nel 2015 compare sulla scena TikTok. Inizialmente noto col nome musical.ly, TikTok è considerato da molti come il primo vero social network basato esclusivamente sulla creazione e condivisione di video.

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