TikTok: come funziona e come può servire alle aziende? Lo spiega TikTalks

Se seguite i nostri canali social ve ne sarete accorti: lo scorso venerdì 28 maggio Digital Strategy Milano è andata in trasferta a Roma per assistere a TikTalks – Il social per il mondo del lavoro. L’evento, organizzato dagli studenti del corso di Formazione Continua in Event Management dello IED Roma, si rivolgeva a studenti e aziende ed era incentrato sulle opportunità offerte da TikTok al mondo del lavoro.

Ad arricchire l’intensa giornata di incontri due stanze extra: la Stanza consulenze, che metteva a disposizione dei partecipanti i consigli di Michele Pierangeli, TikToker e coach, e la Stanza di Petra, dov’era possibile farsi trasportare, tramite TikTok, dalla voce dell’artista ASMR Petra Lo Coco.

Noi di DSM abbiamo avuto modo di aggirarci per le varie stanze e di assistere alla tavola rotonda pensata per le aziende. Moderato dal giornalista Gabriele Di Donfrancesco, l’incontro prevedeva gli interventi di: Francesco Giorgino, Irina Pavlova, Americo Bazzoffia, Federico Rognoni, Cristiano Boschetti, Alessandro Bogliari ed Elena Del Boca. Ecco cos’è stato detto.

Foto di Donato Di Stefano

Aziende e TikTok: come coniugarli?

Marketing conversazionale: conoscere il contesto per capire come usare il mezzo

Ad aprire la tavola rotonda è stato il professor Francesco Giorgino. Conduttore del Tg1 delle 20 e direttore del Master in Comunicazione e Marketing politico e istituzionale della LUISS, Giorgino ha sottolineato anzitutto la necessità di inquadrare il mercato nel suo contesto attuale. Oggi, infatti, il mercato non è più solo il luogo d’incontro tra domanda e offerta, ma è lo spazio in cui deve essere messa in atto una conversazione stabile tra brand e consumatore. È quanto si definisce marketing conversazionale, una dimensione diacronica a medio-lungo periodo che costruisce una relazione di valore tra marchio e consumatore, non intorno a un prodotto, ma per il prodotto.

Cosa significa? Che le aziende devono parlare non solo di ciò che fanno, ma anche di ciò che interessa ai consumatori.

 

TikTok: cos’è e quali sono i suoi elementi connotativi

Ma cos’è esattamente TikTok? Può essere definito un social? È con questa domanda che ha inaugurato il suo intervento Irina Pavlova, Head of Communication di TikTok Italia. La risposta? No, TikTok non è un social: sarebbe meglio definirlo come una piattaforma di intrattenimento, che ha come obiettivi ispirare allegria e creatività.

Quello che spesso è stato liquidato come “social dei balletti”, ha sottolineato Pavlova, è in realtà una piattaforma che ospita linguaggi e contenuti diversificati e che apre a nuove modalità di intrattenimento e di condivisione. Il suo linguaggio è principalmente incentrato sui contenuti video: perché spicchino è essenziale che abbiano la giusta lunghezza e un’ottima qualità. A indicarlo è Federico Rognoni, Social Media Strategist e consulente TikTok.

Elemento connotativo alla base della piattaforma è la creatività. Ma come la creatività deve inserirsi rispetto alle imprese?

 

Come TikTok può essere utile a un brand?

Il presupposto di partenza per affrontare questo discorso è ben sintetizzato da Cristiano Boschetti, Digital Marketer & TikTok Strategist. Sui social non si vende, ma ci si fa comprare. Perché la domanda, qualsiasi social, è sempre una domanda latente e mai consapevole.

Come spiegato da Rognoni, per le aziende è possibile approcciare TikTok seguendo tre diverse linee:

  • Portando avanti una crescita organica.
  • Effettuando influencer marketing. Da questo punto di vista, TikTok offre due opportunità interessanti.
    1. Consente di sfruttare in un’influenza di ritorno: è possibile postare i video di influencer e postarli sui propri canali, riportando così la loro influenza direttamente sul mio profilo.
    2. E consente molta visibilità organica: si possono ottenere grandi risultati anche con i piccoli influencer, dal punto di vista delle conversioni – i grandi, invece, aiutano il brand dal punto di vista della credibilità. Disclaimer: bisogna comunque saper scegliere gli utenti giusti.
  • Ads. Anche in questo caso TikTok si rivela una piattaforma atipica: gli annunci, se realizzati in linea con il social, fanno parte del suo ecosistema, dunque non vengono ignorati. Come realizzarli? Impostando una comunicazione fresca e rapida incentrata non sul prodotto, ma sulle persone.

Perché allora scegliere TikTok? Perché consente un effetto domino molto interessante, indagato da Alessandro Bogliari, co-founder e CEO di The Influencer Marketing Factory. TikTok moltiplica la struttura tipica dei social 1 to many a 1 to many to many.

 

Come bilanciare creatività e identità?

Il consiglio, per Bogliari, nel momento in cui ci si rivolge a un influencer, è di fidarsi sempre dei TikTokers, che meglio di ogni altro conoscono il mezzo. Attenzione però: è necessario che la creatività sia bilanciata con l’identità del marchio. Non salvaguardarla, ha spiegato il professor Bazzoffia, potrebbe portare a una deriva pericolosa: quella di dare del brand un’immagine schizofrenica. E senza identità il brand non esiste.

Riuscire a bilanciare creatività e identità è ancor più importante in un contesto come quello attuale: l’evoluzione tecnologica è sempre più rapida, e a un’azienda non basta, per andare avanti, fare le cose che facevano padri e nonni anni prima.

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Foto di Donato Di Stefano

Le aziende possono sbarcare su TikTok? L’esempio di ghd

A chiudere la tavola rotonda è Elena Del Boca, Consumer Marketing Manager di ghd Italia. Brand leader nel mondo dell’hair styling nato nel 2001 in Inghilterra, ghd negli ultimi anni ha radicalmente cambiato la propria comunicazione passando da un approccio offline b2b a una comunicazione digital b2c.

Il percorso è stato complesso: si è trattato non solo di spostare il fulcro della propria attenzione, ma di digitalizzare i saloni, rendere gli hair stylist brand ambassador, formare i propri clienti con training e programmi specifici.

Lo scoppio della pandemia è coinciso con il lancio di ghd del proprio canale TikTok. E la digitalizzazione forzata dettata dalla chiusura, pur aprendo numerose possibilità, ha reso più difficile rimanere nel cuore del consumatore. Così, ha raccontato Del Boca, ghd ha triplicato gli investimenti nel mondo digital e ha scelto di avviare una prima campagna di mirroring tra Instagram e TikTok.

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L’intento dell’azienda era (ed è tuttora) quello di portare la propria forza su Instagram anche su TikTok, dal momento che circa la metà degli utenti presenti sulla seconda piattaforma non sono iscritti alla prima. E così via libera a campagne e contest, sfruttando una strategia di influencer marketing pervasiva e sempre presente e creando dei contest che coinvolgessero gli utenti. Il prossimo passo? Le ads.

 

Volete recuperare l’incontro di venerdì 28 maggio? Ecco il video della tavola rotonda:

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